Pesaro 27 ottobre 2008

 

Proporzione: le “arcate” stanno agli archi così come la “respirazione “ sta agli strumenti a fiato ( oltre, s’intende il canto…). Bella scoperta! Eppure talvolta si ignora che la “lettura musicale”, l’intelligenza interpretativa di un professionista del flauto ( sopratutto) si evince dalla capacità di “lettura” e quindi dal dosaggio diaframmatico. Premesse queste poche ma comunissime  quasi scontate a non tanto di esordio  ma quasi una riviviscenza per chi, come me, si appresta ad ascoltare il pregevole CD che la Casa “Tactus” ( DDD TC 830801. 2008 ) presenta per un lasso di tempo tipico di un concerto.

Interpreti, il flautista Francesco Falanga ed il pianista Lorenzo Bavay, amedue docenti presso il Conservatorio di musica “ G.Rossini”di Pesaro.  Or bene, questi valorosi musicisti presentano due autori di chiarissima utenza da parte delle Scuole di flauto ma una vera rarità per   ascoltatori di musica; cioè, quei devoti sacerdoti della musica cameristica che nel nostro Paese rappresentano un  delicatissimo fiore all’occhiello della nostra distratta società. Infatti, il piemontese Luigi Hugues ed il modenese Ernesto Köhler,  nati nel cuore del XIX secolo e vissuti sino ai primi decenni del secolo successivo, benché di cognome d’oltralpe, erano, comunque, nati sul nostro Suolo e di Esso ne portarono il segno espressivo, tecnico e salottiero fin quanto glielo consentivano le loro personalità: diverse nel prestigio espressivo ma ambedue solidamente rappresentati  una professionalità e  una ampiezza di interessi culturali di singolare  portata  non rarissima a quei tempi che a molti appaiono scevri da contenuti profondi.

             Differenziandosi nella loro essenzialità interiori, i due compositori rappresentano due degli aspetti tipici del suonatismo” ( mi si perdoni il brutto termine ) e del senso formale. Belle frasi espressive e dignitosissime essenzialità formali fanno dell’ascolto del citato elegante CD uno dei esempi operativi tra i più qualificati da serbare nella nostra discoteca gelosamente anche per le puntuali ma sobrie presentazione da parte dello stesso Flautista.

 

            E veniamo a questi due gagliardi e ancor giovani artisti che con intelligente laboriosità offrono al pubblico queste rarità di notevole interesse. Francesco Falanga, si inserisce a buon diritto tra quei genuini “servitori dell’arte” per  il talento istintivo e la misura. In effetti, l’eleganza del fraseggio e quant’altro si intende per “bel suono”,  appieno qui si rileva articolandosi in quegli elementi segnaletici di una personalità di indubbia capacità professionale e culturalmente vivace pur nella misura che deve contraddistinguere ciascuna entità esistenziale.

La collaborazione pianistica ( e musicale in senso generale e specifico ) si presenta nella sua integrità filologica con Lorenzo Bavay. Infatti, egli è ben noto quale ricercatissimo coautore in  simili imprese nelle quali  è presente  – pur nella giusta misura – con generosa operosità.

In sostanza, la Casa Editrice Tactus offre al raffinato ascoltatore, al sensibile uomo di cultura, così come ad uno studente di flauto e di musica in genere,  una eccellente occasione per rivivere con questi pregevolissimi interpreti un antico, intenso e non raggelato momento storico dell’arte musicale in quel “salotto” ormai sgombro – si spera – dai pregiudizi di una falsa cultura pseudomoderna”.

 

            Mario Perrucci (N.B. Citato da UTET)